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Uluru, la roccia più grande dell’outback australiano

Il monolite sacro agli aborigeni

Succede molto di rado, forse una volta ogni 50 anni, che una tempesta anomala trasformi l’enorme e arida roccia arenaria di Ayers Rock con torrenti e cascate impetuose che s’insinuano nelle fenditure verticali della montagna e creano un’immagine davvero insolita di Uluru. La pioggia battente che ha raggiunto i 23 cm ha causato inondazioni improvvise proprio lo scorso dicembre, quando la temperatura media era di ben 36°C. Dato che nell’intero anno la pioggia raggiunge solo i 22 cm si può ben immaginare quale sconcerto abbia avuto l’evento straordinario, soprattutto tra gli aborigeni che considerano la grande montagna piatta con un diametro di 8 km un enorme masso caduto dal cielo.

Per la religione animista dei nativi australiani l’enorme monolite è considerato “sacro e vivente”, spesso adirato per la mancanza di rispetto degli oltre 500.000 visitatori che vi giungono ogni anno. Gli aborigeni vivono nel continente da circa 50.000 anni e rappresentano una delle culture viventi più antiche del mondo. Ci parlano di qualcosa che precede la memoria, di esseri ancestrali giganti, solo in parte umani. Queste immagini di Uluru, così insolite e impressionanti che abbiamo visto a dicembre sembrano un richiamo ad altri tempi, all’era del Tjukurpa, momento della creazione di uomini almeno con maggior fede. Di noi?