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El Nido – Palawan, più Pacifico di così!

Alla scoperta del mare più bello del pianeta

L’arcipelago di Bacuit si trova compreso nel più esteso arcipelago di Palawan, formato da ben 1.768 isole. Palawan è un paradiso, un autentico santuario naturale, vario e suggestivo con incredibili paesaggi che non lasciano certo indifferenti. È la meta ideale per chi ama l’avventura, con flora e fauna marina ricchissime e immense foreste vergini. Con una diversità unica, per lungo tempo le sue risorse e la sua straordinaria bellezza sono state note solo a quelle piccole comunità etniche che approdavano sulle isole alla ricerca di un luogo incontaminato.

Sconosciuto ai più fino a qualche decennio fa, a rendere famoso l’arcipelago fu un fatto inconsueto accaduto in mare nel 1979. Accadde che un branco di tonni immobilizzò il motore di una piccola imbarcazione da pesca che si era allontanata troppo nel cuore della notte e si era arenata nella baia di El Nido. Il mattino dopo i pescatori si ritrovarono in un paradiso terrestre tra foreste verdi e lussureggianti, spiagge bianche e sabbiose, sporgenze rocciose e acqua cristallina verde smeraldo.

L’arcipelago di Bacuit o parco marino di El Nido è straordinario con i suoi sconvolgenti panorami, le sue spiagge bianche di polvere corallina, acque ovunque cristalline e le torreggianti montagne perfettamente disegnate che si gettano nel mare, specchio verde smeraldo. Si tratta di un gruppo appartato di isole a nord-est di Puerto Princesa, la capitale di Palawan, separate dalla terraferma da ben tre importanti mari: il mare di Luzon a nord, il mare Cinese a est e mare di Sulu a ovest. Le isole, di varie dimensioni, hanno una caratteristica forma tondeggiante e sono coperte da una vegetazione tropicale che si alterna, creando giochi di luci e ombre incredibili, alle rocce calcaree e di marmo nero che ospitano i rondoni. E ancora sulle pareti rocciose è possibile veder fiorire le begonie e crescere alberi di yucca e “talisay”. Protette da uccelli e piante, sono moltissime le grotte con nomi piuttosto bizzarri per la particolare conformazione.

E che dire delle lagune che si scoprono improvvisamente navigando tra i passaggi segreti nel cuore delle montagne? Branchi di pesci guizzano tra le barriere coralline visibili a occhio nudo e non sono poche le possibilità di incontrare il dugongo e il lamantino, uno degli animali più schivi e difficili da vedere: un mammifero di dimensioni ragguardevoli (in inglese è anche noto col nome di “sea-cow”, ovvero “mucca marina”) ma del tutto inoffensivo. In questo scenario, senz’altro unico al mondo, si trovano pochi prestigiosi resort sapientemente inseriti nell’ambiente naturale.