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Giordania: viaggio per approfondire

È un viaggio nel Regno Hashemita di Giordania, un paese giovane ma carico di storia, un ponte gettato tra il mare e il deserto e tra l’oriente e l’occidente. Le antiche rovine emergono da una terra di contrasti e di incantevole bellezza: la Valle del Giordano, fertile e sempre mutevole e i solitari canaloni del deserto Wadi Ramm, immensi e silenziosi. E in più i monumenti di tutte le età dell’umanità tra i quali domina Petra, la città scavata nella roccia patrimonio mondiale Unesco.

Costo

Su richiesta

Durata

11gg

Tipologia viaggio

Viaggio individuale

Da prenotare entro il

31/12/2018

TAPPE PRINCIPALI DELL'ITINERARIO

Amman, Jerash, Ajlun, Pella, Umm Qais, le fortezze, Monte Nebo, Madaba, Kerak, Petra, Wadi Rum, Aqaba, Mar Morto, Betania

  • Itinerario
  • GIORNO
    1

    AMMAN

    Partenza per Amman con voli di linea, disbrigo delle formalità di ingresso nel paese e trasferimento in hotel. Pernottamento.

  • GIORNO
    2

    AMMAN (JERASH / AJLUN)

    Partenza per la visita di Jerash dve si trovano rovine tra le più belle al mondo, il 90% delle quali devono ancora essere portate alla luce. È Jerash, o Gerasa, forse la più affascinante delle città ellenistiche della Decapoli, col suo indimenticabile foro colonnato a corolla, coi maestosi templi delle divinità antiche e le numerose chiese dei più recenti secoli cristiani.

    Proseguimento con la visita della fortezza che si trova ad Ajlun, a qualche chilometro da Jerash. La cittadina si estende in una zona verdeggiante ai piedi del Jebel Auf, sulla cui cima si eleva la fortezza araba Qalaat el-Rabadh. È uno dei migliori esempi di architettura militare araba, fu costruita nel 1184 da un generale di Saladino, Izz el-Dein Usama, in posizione strategica con lo scopo di controllare le scorrerie dei Crociati e di proteggere il paese e le carovane dai loro attacchi; fu poi distrutta dai Mongoli nel 1260 e ricostruita alla fine dello stesso secolo dai Mamelucchi che ritenendola troppo vulnerabile la rinforzarono costruendo un'altra cinta di mura e un secondo bastione all'esterno di quelli già esistenti. La pianta originale della fortezza era quadrangolare con una torre ad ogni angolo; fu ingrandita poi con due torri aggiuntive e nel suo interno sono state ricavate diverse cisterne per l'acqua. Dalle feritoie e dai bastioni si gode una suggestiva vista sulla valle del Giordano e sulla biblica terra di Galilea. Rientro ad Amman. Pernottamento.

  • GIORNO
    3

    AMMAN (PELLA / UMM QAIS)

    Partenza per la visita di Pella i cui resti rievocano i tempi della Decapolis di epoca romana. Proseguimento per Umm Qais, l'antica Gadara, stupenda città greco-romana anch'essa della Decapoli, famosa come centro culturale durante il regno di Augusto. Le rovine di tre teatri, un tempio, una strada porticata ed un acquedotto danno l'idea dell'antico splendore. Nelle giornate limpide si può godere di uno stupendo panorama del lago di Tiberiade, della valle dello Yarmuk e delle alture del Golan. Deve essere stata proprio la sua posizione strategica a determinarne lo sviluppo. Sembra anche che nell'antichità Gadara fosse famosa per le sorgenti calde. Secondo la testimonianza di Strabone, i Romani venivano qui per fare le cure termali ed assistere a spettacoli teatrali. Gadara fu conosciuta anche come la città dei poeti, degli scrittori, dei filosofi, degli storici e degli oratori. Molti oggetti che sono stati ritrovati documentano la vita quotidiana dei cittadini, la loro religione, le loro tendenze politiche, le abitudini culturali, le capacità artistiche e tecnologiche. Alcuni di questi oggetti possono essere ammirati al museo archeologico di Amman.

    Nel 1978 tornarono alla luce i resti della basilica cristiana ottagonale situata al centro della città ed eretta intorno al 520. L'Istituto Evangelico di Gerusalemme ha voluto rimettere in piedi le colonne della basilica, testimoniando il ricordo della Gadara cristiana che ebbe una sede episcopale dal IV al VII secolo. Rientro ad Amman. Pernottamento.

  • GIORNO
    4

    AMMAN (FORTEZZE DEL DESERTO)

    Partenza per la visita delle fortezze del deserto giordano che si trovano in punti strategici all'incrocio delle carovaniere che in passato determinarono la ricchezza di questi territori. Visita di Amra con i bellissimi affreschi ommayyadi voluti dal califfo Walid I (VIII secolo), di Azraq, l'oasi dove si trova il forte di basalto nero del XIII secolo, quartier generale di Lawrence durante la rivolta araba contro i Turchi ed infine visita di Katrana, il grande palazzo fortificato ben conservato proprio ai bordi del deserto. Visita di Amman, capitale della Giordania dal 1950. La città, in continuo sviluppo secondo un piano urbanistico di concezione moderna, conserva una cittadella con resti romani, bizantini ed islamici. Particolarmente interessante è il teatro di epoca romana. Pernottamento.

  • GIORNO
    5

    AMMAN / MONTE NEBO / MADABA / KERAK / PETRA

    Partenza per Petra percorrendo quasi interamente la mitica Via dei Re nel territorio giordano. Questo tracciato stradale che asseconda la formazione geologica del territorio, raggiunse una importanza straordinaria al tempo dei traffici carovanieri quando, insieme ai cammelli ed ai cavalli vi transitavano spezie, profumi, zucchero, addirittura cotone proveniente dall'India e sete dalla Cina. Sosta al Monte Nebo per la visita della chiesa dedicata a Mosé e del piccolo convento francescano, che funge da campo base alle campagne archeologiche guidate da Padre Michele Piccirillo.

    La strada prosegue per Madaba dove si trovano i mosaici più belli del Paese. In particolare visita della chiesa di San Giorgio dove si trovano i mosaici bizantini raffiguranti la famosa Carta della Palestina e della chiesa dei Santi Apostoli che conserva il pavimento più bello ed interessante della scuola dei mosaicisti di Madaba. Superando Diban, località dove fu ritrovata nel 1868 la stele di Mesha che celebra la battaglia tra i Moabiti ed i re di Israele intorno all'850 a.C., si giunge a Wadi Mujib, la valle dell'Arnon della Bibbia (Numeri 21,3-15; Deuteronomio 2,24-36). La ripida vallata, larga più di 3 Km, presenta uno strapiombo di circa 109 metri ed è percorsa dall'Arnon (dall'ebraico rnn, "far rumore fluendo"), che sfocia nel Mar Morto. Nell'antichità la spettacolare gola segnava il confine fra i Moabiti, a sud, e gli Amorrei, a nord. È uno dei luoghi naturalistici più affascinanti della Giordania: dall'alto si vede in lontananza il Mar Morto e scendendo si incontra la vecchia strada romana sull'antico percorso della Via dei Re.

    Sosta quindi a Kerak per la visita della fortezza costruita dai crociati sulla sommità di un monte. Sappiamo dalle fonti bibliche che Kerak fu anche una delle città più importanti del regno di Moab (età del ferro). L'attuale fortezza crociata fu costruita nell'anno 1132 e resistette per 50 anni agli attacchi dei musulmani. Infine il Saladino, condottiero del principe dei Selgiuchidi Nuraddin Zengi e fondatore della dinastia degli Ayyubiti, riuscì a conquistarla nel 1189, prendendola per fame a Renaud de Chatillon che uccise personalmente dopo che Renaud ruppe numerose volte le trattative di armistizio. In mano agli arabi Kerak divenne una ricca e popolosa città mantenendo a lungo la sua importanza strategica e commerciale. Arrivo a Petra in serata. Pernottamento.

  • GIORNO
    6

    PETRA

    Giorni interamente dedicati alla visita di questo luogo unico al mondo.
    Petra fu in origine capitale del regno nabateo e della Provincia romana d'Arabia e chiamata dagli Arabi "Wadi Musa". Le prime abitazioni del luogo risalgono alla prima età del Ferro (XII-X sec. a.C.) come si rileva dal ritrovamento di ceramica sul culmine della roccia Um el-Biyara, alta 1160 metri. Comunque l'importanza di Petra è legata all'occupazione nabatea della regione, avvenuta nel periodo persiano. I Nabatei, secondo le fonti bibliche discendenti di Nabayot, figlio di Ismaele (Genesi 25,13), che erano pastori nomadi di origine semitica, allevatori di cammelli e cavalli ed abili razziatori, scolpirono nella roccia scalini che conducevano fino alla cima dell'Umm el-Biyara, da cui essi resistettero al tentativo di conquista da parte di Antigono, re di Macedonia, nel 312 a.C.

    La scelta di Petra come loro capitale fu motivata da ragioni di sicurezza; essendo infatti la valle nascosta tra le montagne, con pochi e facilmente controllabili accessi, costituiva un sicuro rifugio delle ricchezze che essi avevano accumulato col commercio carovaniero e un buon magazzino per le loro merci. Senza alcuna difficoltà fu costruita una via di accesso al Mar Rosso che sboccava nel golfo di Aqaba e si istituirono comunicazioni con l'Arabia Felix e la Mesopotamia. Diventò così il punto d'incontro delle principali vie commerciali: la Via della Seta, la Via dell'Incenso e la Via delle Spezie. Date queste circostanze Petra divenne rapidamente capitale del regno nabateo, mentre le immense ricchezze ivi accumulate servirono per l'erezione degli edifici pubblici e privati e l'escavazione di numerosissimi monumenti nel corpo della stessa montagna. Vi si conduceva uno stile di vita molto raffinato, di stampo greco, che perdurò fino a che giunsero i Romani, ai quali facevano gola i ricchi traffici che si svolgevano tra l'Oriente e lo Yemen.

    L'occupazione romana e la istituzione nel 106 d.C. della Provincia d'Arabia ne fermarono quindi drasticamente l'evoluzione ma, nel III secolo d.C., con il trasferimento della capitale della Provincia a Bosra ed il fiorire di nuovi centri carovanieri (Filadelfia, Gerasa e soprattutto Palmira), l'importanza della città andò diminuendo, sebbene Adriano continuasse ad onorarla con il titolo di metropoli. Comunque Petra continuò ad essere un centro importante e dopo la riorganizzazione effettuata da Diocleziano, fu ancora capitale della provincia di Palestina. Dopo la conquista araba Petra decadde completamente sebbene fosse ancora abitata e fortificata dai Crociati col nome di Li Val Moyse. I terremoti e la trascuratezza portarono i suoi edifici al disfacimento finché le case crollarono tutte e la città cadde nell'oblio. Le sue rovine vennero alla luce per la prima volta nel 1812 quando l'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, dopo una paziente raccolta di notizie presso i beduini che gelosamente mantenevano il segreto dell'ubicazione di Petra, riuscì ad introdursi nella città dimenticata, riscoprendo così le antiche ed immense rovine.

    Il luogo in cui sorge Petra ha la forma di un anfiteatro racchiuso da alte rocce scoscese ed è attraversato dal letto di un fiume ora chiamato Wadi Musa che, con i suoi affluenti, delimita una bassa cresta che era quella su cui sorgeva la città vera e propria. I picchi che la circondano e che raggiungono i 300 metri di altezza vennero adibiti a tombe e ad abitazioni scavate nella pietra. Sulla sommità delle rocce circostanti erano situati alcuni luoghi di culto dedicati agli dei (Dushara, Allat) oltre ad alcuni triclini all'aria aperta e naturalmente ad alcuni fortini dai quali si sorvegliavano le vie di accesso alla città. Di fatto Petra era un luogo estremamente sicuro visto che l'unico ingresso alla valle era ad oriente e consisteva in uno stretto letto di torrente disseccato racchiuso tra rocce ripide ed alte fino ad 80 metri. Questo passaggio, ora chiamato siq, è lungo circa quattro chilometri. Nei tempi antichi le sue acque erano convogliate in parte in una galleria scavata nella roccia e venivano parzialmente usate per l'acquedotto cittadino costruito lungo il corso del fiume. Il siq quindi poteva servire come strada ed in effetti era stato pavimentato. Ai suoi lati vi erano alcuni caravanserragli e spazi riservati all'accampamento delle carovane in arrivo.

  • GIORNO
    7

    PETRA

    Giorni interamente dedicati alla visita di questo luogo unico al mondo.
    Petra fu in origine capitale del regno nabateo e della Provincia romana d'Arabia e chiamata dagli Arabi "Wadi Musa". Le prime abitazioni del luogo risalgono alla prima età del Ferro (XII-X sec. a.C.) come si rileva dal ritrovamento di ceramica sul culmine della roccia Um el-Biyara, alta 1160 metri. Comunque l'importanza di Petra è legata all'occupazione nabatea della regione, avvenuta nel periodo persiano. I Nabatei, secondo le fonti bibliche discendenti di Nabayot, figlio di Ismaele (Genesi 25,13), che erano pastori nomadi di origine semitica, allevatori di cammelli e cavalli ed abili razziatori, scolpirono nella roccia scalini che conducevano fino alla cima dell'Umm el-Biyara, da cui essi resistettero al tentativo di conquista da parte di Antigono, re di Macedonia, nel 312 a.C.

    La scelta di Petra come loro capitale fu motivata da ragioni di sicurezza; essendo infatti la valle nascosta tra le montagne, con pochi e facilmente controllabili accessi, costituiva un sicuro rifugio delle ricchezze che essi avevano accumulato col commercio carovaniero e un buon magazzino per le loro merci. Senza alcuna difficoltà fu costruita una via di accesso al Mar Rosso che sboccava nel golfo di Aqaba e si istituirono comunicazioni con l'Arabia Felix e la Mesopotamia. Diventò così il punto d'incontro delle principali vie commerciali: la Via della Seta, la Via dell'Incenso e la Via delle Spezie. Date queste circostanze Petra divenne rapidamente capitale del regno nabateo, mentre le immense ricchezze ivi accumulate servirono per l'erezione degli edifici pubblici e privati e l'escavazione di numerosissimi monumenti nel corpo della stessa montagna. Vi si conduceva uno stile di vita molto raffinato, di stampo greco, che perdurò fino a che giunsero i Romani, ai quali facevano gola i ricchi traffici che si svolgevano tra l'Oriente e lo Yemen.

    L'occupazione romana e la istituzione nel 106 d.C. della Provincia d'Arabia ne fermarono quindi drasticamente l'evoluzione ma, nel III secolo d.C., con il trasferimento della capitale della Provincia a Bosra ed il fiorire di nuovi centri carovanieri (Filadelfia, Gerasa e soprattutto Palmira), l'importanza della città andò diminuendo, sebbene Adriano continuasse ad onorarla con il titolo di metropoli. Comunque Petra continuò ad essere un centro importante e dopo la riorganizzazione effettuata da Diocleziano, fu ancora capitale della provincia di Palestina. Dopo la conquista araba Petra decadde completamente sebbene fosse ancora abitata e fortificata dai Crociati col nome di Li Val Moyse. I terremoti e la trascuratezza portarono i suoi edifici al disfacimento finché le case crollarono tutte e la città cadde nell'oblio. Le sue rovine vennero alla luce per la prima volta nel 1812 quando l'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, dopo una paziente raccolta di notizie presso i beduini che gelosamente mantenevano il segreto dell'ubicazione di Petra, riuscì ad introdursi nella città dimenticata, riscoprendo così le antiche ed immense rovine.

    Il luogo in cui sorge Petra ha la forma di un anfiteatro racchiuso da alte rocce scoscese ed è attraversato dal letto di un fiume ora chiamato Wadi Musa che, con i suoi affluenti, delimita una bassa cresta che era quella su cui sorgeva la città vera e propria. I picchi che la circondano e che raggiungono i 300 metri di altezza vennero adibiti a tombe e ad abitazioni scavate nella pietra. Sulla sommità delle rocce circostanti erano situati alcuni luoghi di culto dedicati agli dei (Dushara, Allat) oltre ad alcuni triclini all'aria aperta e naturalmente ad alcuni fortini dai quali si sorvegliavano le vie di accesso alla città. Di fatto Petra era un luogo estremamente sicuro visto che l'unico ingresso alla valle era ad oriente e consisteva in uno stretto letto di torrente disseccato racchiuso tra rocce ripide ed alte fino ad 80 metri. Questo passaggio, ora chiamato siq, è lungo circa quattro chilometri. Nei tempi antichi le sue acque erano convogliate in parte in una galleria scavata nella roccia e venivano parzialmente usate per l'acquedotto cittadino costruito lungo il corso del fiume. Il siq quindi poteva servire come strada ed in effetti era stato pavimentato. Ai suoi lati vi erano alcuni caravanserragli e spazi riservati all'accampamento delle carovane in arrivo.

  • GIORNO
    8

    PETRA / WADI RUM / AQABA

    Partenza per la visita del deserto rosa di Wadi Rum. "Il deserto è comunque un luogo bellissimo e quello di Giordania fu tanto amato da Lawrence d'Arabia. Ogni sua porzione è diversa da un'altra e in certe zone pianeggianti a prima vista identiche, solo i nomadi che lo abitano sanno darne l'esatto riferimento. Ormai, dal 3000 a.C., il territorio desertico differisce sempre meno dal suo aspetto attuale. È uno scenario surreale di inaudita bellezza, con infinite tonalità di rosso e ocra interrotte di tanto in tanto solo dal nero di qualche tenda beduina o di un piccolo gregge. È il dominio incontrastato della superba spontaneità dei nomadi ed ancora un luogo straordinariamente ricco di testimonianze archeologiche riferibili ai più antichi periodi della preistoria. Qui, cosa ancor più suggestiva, i grandi archeologi sono l'acqua ed il vento che, incidendo rocce e terreni, spostando dune sabbiose, lasciano tornare in superficie un po' ovunque strumenti litici, antichi villaggi con fondi di capanne, macine in pietra, manifestazioni artistiche, gioielli, ornamenti ed amuleti, suscitando l'illusione che qui il tempo si sia fermato come in un fatale incantesimo.

    Le incisioni del deserto sono oggetto di continua ricerca, seppure nessuno studioso ne abbia potuto dare fino ad ora una descrizione approfondita. È vero che le incisioni sono numerosissime e difficilmente databili, ad esclusione di quelle dei Nabatei che lasciarono una forte testimonianza della loro presenza anche nel deserto. Un aspetto particolarmente misterioso è che anche le incisioni antiche di millenni, paragonate alle più recenti, sono realizzate con la stessa tecnica, come se i popoli del deserto si fossero tramandati, generazione dopo generazione, il compito se non il dovere di testimoniare la loro esistenza proprio come in un libro. La particolare morfologia di questo luogo è il risultato di imponenti eventi geologici che hanno interessato quest'area negli ultimi 60 milioni di anni. Nella parte occidentale si eleva, al margine di Wadi Araba, una catena montuosa fatta di rocce granitiche di colore rosato, verde scuro o rosso cupo, creando strani disegni che talora rammentano la forma delle tende dei nomadi.

    Verso est invece, dopo una spianata sabbiosa interrotta da alcune basse e rade collinette di arenaria rosso scuro, si susseguono una serie di valli, tra loro parallele. In certi momenti del giorno, come al tramonto od al mattino presto, le particolari condizioni di illuminazione creano un intenso gioco di luci e di ombre per cui queste montagne sembrano animarsi. Si potrebbe rimanere per ore ad osservare, incantati, le straordinarie sculture sulle pareti." Proseguimento per Aqaba. Pernottamento.

  • GIORNO
    9

    AQABA

    Giorno libero. Aqaba è un centro di notevole importanza soprattutto per la bellezza e la pescosità dei fondali marini. La vita della barriera corallina è ricca di pesci unici e piante di grande interesse per gli appassionati ed i più esperti fotografi sottomarini. Chi invece non può o non vuole godere delle meraviglie del mondo sottomarino potrà comunque godere, ad eccezione che nei mesi più freddi dell'anno, delle meraviglie del Mar Rosso seduto su una barca dal fondo di vetro. Spostandosi verso il confine con l'Arabia Saudita si troveranno spiagge solitarie con la barriera corallina a pochi metri.

    Suggeriamo di visitare la Stazione di biologia marina, dove è allestito un interessante acquario. Ci si può poi spostare all'isola del Faraone in territorio egizio al largo del golfo di Aqaba. L'isola è piccola e scorgendola da lontano si vedrà il castello dalle mura merlate che si proietta sullo sfondo delle montagne dorate e drammatiche del Sinai. Attorno all'isola, la sabbia bianca, piena di conchiglie multicolori e la trasparenza dell'acqua creano effetti di colore davvero eccezionali. Dal momento che la barriera corallina è vicina alla riva, a solo qualche metro sotto il livello dell'acqua, è consigliabile portare per questa escursione maschera, pinne e scarpe da scoglio.

  • GIORNO
    10

    AQABA / MAR MORTO / BETANIA /AMMAN

    Partenza per il Mar Morto percorrendo la suggestiva valle conosciuta Wadi Araba che separa il territorio giordano da quello israeliano. Il paesaggio è molto suggestivo fino a giungere presso il Mar Morto. Questo grande bacino, formatosi, si calcola, 50000 anni fa ed erroneamente definito "mare" è posto nel punto più basso della terra, 394 metri sotto il livello del mare. Fare il bagno nelle sue acque è un'esperienza da non perdere, sia per l'impossibilità di affondare, sia per la bellezza del paesaggio tutto intorno, aspro e drammatico, un paesaggio che rievoca fortemente fatti biblici lontani migliaia di anni. Quindi visita del sito archeologico dove si ipotizza il luogo del battesimo di Gesù, in una posizione splendida e molto suggestiva. Rientro ad Amman. Cena e pernottamento.

  • GIORNO
    11

    AMMAN / ITALIA

    Prima colazione. Trasferimento in aeroporto per la partenza.

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Dettagli di viaggio

VISTO

Obbligatorio. Si ottiene all’arrivo nel paese.

HOTEL PREVISTI

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ISCRIZIONE ASSICURAZIONE MEDICA E BAGAGLIO

€ 85,00 (rimborso spese mediche fino a € 10.000)

CONDIZIONI INDIVIDUALI DI PARTECIPAZIONE

Prezzi su richiesta

ASSICURAZIONE PER ANNULLAMENTO VIAGGIO (FACOLTATIVA)

Su richiesta (copre circa il 4% del totale)

 

LA QUOTA BASE COMPRENDE

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LA QUOTA BASE NON COMPRENDE

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