I TUOI ITINERARI SALVATI (0)

Tibet

TIBET

TRA MONASTERI E MAGNIFICI PALAZZI

DESTINAZIONI › ASIA › TIBET

Viaggio in Tibet, il tetto del mondo

IL CUORE DELLE QUATTRO NOBILI VERITÀ DEL BUDDISMO

 

Il Tibet rientra nei confini geopolitici della Repubblica popolare Cinese. È il cuore delle Quattro Nobili Verità che stabiliscono i principi di causalità e interdipendenza di tutti i fenomeni e certamente il cuore propulsore di tutta l’Asia buddista. L’occupazione cinese del 1959 che ha causato la diaspora tibetana ha fatto conoscere al mondo una realtà fino ad allora rimasta segreta; questo ha consentito al Dalai Lama, supremo capo spirituale in esilio e simbolo della cultura e del popolo tibetano, di accendere nel mondo l’interesse per il buddismo tibetano e di guadagnarsi con la sua saggezza la simpatia politica e la solidarietà di tutte le culture occidentali. Un viaggio in Tibet ti guiderà alla scoperta di magnifici palazzi, monasteri e centri spirituali che negli ultimi anni hanno visto una rinascita e un inaspettato ripopolamento, non solo di tibetani ma anche di coloni cinesi.

Itinerari

Informazioni utili

CULTURA GENERALE E FORMALITÀ DI VIAGGIO

NOME COMPLETO

Regione autonoma del Tibet

CAPITALE

Lhasa (559.423 ab.)

FORMA DI GOVERNO

Amm. centrale tibetana

SUPERFICIE

1.222.000 Km²

POPOLAZIONE

5.400.000 abitanti.

La popolazione si compone perlopiù di tibetani, in buona parte nomadi o semi-nomadi. Tra i vari gruppi etnici ci sono anche monpa, lhoba, mongoli, hui e cinesi han.

Territorio

Il Tibet si trova a un’altitudine media di circa 4.900 metri, ragione per cui il paese è definito il “tetto del mondo”. È qui che si trovano alcune delle cime più alte del mondo tra cui il monte Everest (8.850 metri), che si trova al confine tra Tibet e Nepal, il Namzha Parwa (7.756 m) e il Gurla Mandhata (7.728 m), che fanno tutti parte della catena dell’Himalaya.

Religione

Buddismo

Clima

In Tibet gli inverni (da novembre a marzo) sono molto rigidi, mentre le estati sono caratterizzate da giornate calde e notti fredde. Frequenti le piogge monsoniche che interessano prevalentemente le zone orientali del paese. Nelle principali città tibetane il clima è comunque temperato anche se possono esserci forti escursioni termiche. I periodi migliori per visitare il paese sono la primavera, l’inizio dell’estate e la fine dell’autunno.

Prima di partire si consiglia di consultare le temperature su Weather Underground oppure su Yahoo Weather

LINGUA PRINCIPALE

Tibetano

FUSO ORARIO

Rispetto all’Italia: +7 (+6 ora legale)

VALUTA PRINCIPALE

Renminbi Yuan (CNY)

Lingua

La lingua ufficiale è il tibetano, ma nelle aree al confine con la Cina è piuttosto diffuso il mandarino. L’inglese è parlato solo dalle guide turistiche.

visto e documenti

Passaporto: deve avere una validità residua di almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel paese.

Visto: obbligatorio. Il visto è quello cinese e si può richiedere presso l’Ambasciata cinese a Roma o al Consolato cinese a Milano. È richiesto anche un permesso speciale rilasciato dall’Ufficio del Turismo Tibetano.

Vaccinazioni e consigli sanitari

Non sono previste vaccinazioni obbligatorie.

Elettricità

La corrente elettrica ha un voltaggio di 220 volt, con prese a 2 fori. Consigliamo comunque di portare con sé un adattatore universale.

cucina

La cucina tibetana è semplice, leggera e sobria, caratterizza da influssi indiani, pakistani, cinesi e nepalesi. La dieta è tipicamente montana, basata su cereali, con poche verdure e povera di carne perché il buddismo vieta di uccidere animali per cibarsi della loro carne (cosa possibile solo in caso di morte accidentale dell’animale stesso).

Il piatto principale tibetano è composto da carne di montone, manzo o yak accompagnata da riso e tsampa, la farina d’orzo tostata. A questa pietanza si aggiungono i “momo”, grossi ravioli ripieni di carne e verdure e cotti al vapore; gli “skyu,” gnocchetti preparati con la farina bianca di grano conditi con verdure piccanti; i “paba”, grandi gnocchi a base di farina d’orzo e piselli non tostati completamente, cotti nell’acqua bollente e di solito insaporiti con burro e legumi fritti.

Molti piatti tibetani si servono con il “tagi”, il pane locale, a volte insaporito con lo yogurt. Se all’impasto si unisce il burro si ottengono i “mar-kur”, dei biscottini rotondi, oppure i “mar-tagi”, ciambelline saporite ricoperte di zucchero ottime per la colazione. Tra le bevande tipiche spiccano il tè nero, sia dolce che salato al burro, il lassi, una squisita specialità rinfrescante di origine indiana a base di yogurt allungato con acqua e frutta di stagione, e la birra, chiamata “chang”, prodotta dalla fermentazione di orzo, grano, riso, mais, segale o miglio.

Acquisti

Diversi sono gli oggetti artigianali che si possono acquistare nel paese. I tappeti vantano una tradizione millenaria e la loro qualità pregiata deriva dalla particolare lavorazione della lana di pecora che è filata a mano e tinta con coloranti naturali come l’indigo, la noce, la robbia e il rabarbaro. Diffuse sono le lampade a burro e le ciotole sonore create con una lega di sette metalli diversi. Non mancano i gioielli e gli amuleti, soprattutto in argento, venduti in quasi tutte le bancarelle insieme a plaid, maglioni, sciarpe e cuscini realizzati con il cashmere più pregiato e la lana di yak più fine che viene direttamente dagli altopiani.

altri consigli

Non comprare articoli che danneggiano la flora, la fauna o il patrimonio artistico del paese. Non sprecare l’acqua: è un bene prezioso.

prima della partenza

È buona norma informare il Ministero degli Esteri del viaggio che si sta per fare. Visita il sito: www.dovesiamonelmondo.it