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Samarcanda e Bukhara

Samarcanda era conosciuta come “Eden dell’Oriente” e “Vetta scintillante del mondo”. Le sue origini sono antiche. Qui, attratti dallo splendore e dalla ricchezza, giunsero orde di conquistatori in ogni tempo. Oggi resta la città antica di tipo puramente orientale con ben 250 moschee. Capitale della Sogdiana in epoca achemenide, fu la Maracanda dei Greci al tempo di Alessandro Magno e poi capitale del regno greco-battriano che si espanse progressivamente fino al 135 a.C. La Battriana, da Bactra la città principale, era conosciuta come “il paese dalle mille città” per via del numero considerevole delle stesse e per le molte fortezze militari poste a difesa delle grandi carovaniere. (Zoroastro, il profeta della religione persiana e fondatore del sistema religioso e filosofico che fu alla base della civiltà persiana fino alla conquista araba e al trionfo della religione islamica, secondo gli studi più recenti era nato in Battriana tra il 1300 ed il 1000 a.C.). Fino al 712 d.C., tempo in cui il territorio viene annesso al califfato arabo, si susseguirono numerose lotte tra le popolazioni sedentarie dell’Asia centrale con le tribù nomadi che si spostavano da una zona all’altra. La cultura degli arabi e la loro religione trasformarono il paese; l’arabo divenne lingua letteraria e ufficiale. In seguito, dopo lo smembramento del califfato arabo, cominciò a formarsi nella seconda metà del IX secolo la dinastia samanide, di origini persiane. In questo periodo si svilupparono notevolmente la vita culturale, scientifica e artistica. Il grande filosofo, scienziato ed umanista Avicenna ibn Sina visse in quest’epoca.

La biblioteca di Bukhara era una delle più ricche e varie dell’epoca; una camera particolare era riservata a ogni ramo dello scibile. Alla fine del X secolo si fecero largo le tribù turcomanne che si fusero con le popolazioni locali. Si formò quindi uno stato indipendente tra i due bacini idrografici dell’Amu Darya e del Syr Darya che dividevano il deserto. Ma già si avvicinavano le orde di Gengis Khan, che seminarono il terrore fra tutte le popolazioni della Transoxiana. Nello stesso periodo Bukhara, che era stata la città più sofisticata della Transoxiana, stava ancora cercando di riprendersi dopo essere stata saccheggiata, incendiata e spopolata dagli eserciti mongoli. “Moschee, accademie e bazar sono in rovina”, riferisce la Rihla (il racconto di viaggio di Ibn Battuta). Ma la importante posizione e la fertilità dei terreni circostanti permise una rinascita abbastanza rapida.

Samarcanda e Bukhara ripresero a commerciare fino a che, verso la metà del XIV secolo uno dei feudatari mongolo-turcomanni, Timur (Tamerlano), si mise al servizio di Hussein, signore di Samarcanda. Ma nel 1370 Tamerlano abbatté Hussein e s’impadronì di Samarcanda, Bukhara e di tutta la regione. In particolare amò Samarcanda e la rese anche più bella di quanto già fosse: la arricchì di splendidi monumenti e la elesse capitale di un grande regno senza risparmiare per questo né vite altrui, né tesori saccheggiati. Ma alla morte di questo condottiero l’impero non fu in grado di mantenere l’unità; gli eredi, in disaccordo, indebolirono il regno e lo consegnarono nelle mani degli Uzbechi, tribù turcomanne che abbandonarono la vita nomade e sottomisero tutte le terre dei discendenti di Tamerlano fino alla seconda metà del 1800, quando i paesi divennero parte della Repubblica Socialistica Sovietica. Sia il Turkmenistan che l’Uzbekistan sono Repubbliche indipendenti dal 1991.