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Viaggio in Ladakh (India), alla scoperta di Leh e la Valle di Nubra

Siamo una coppia che ama viaggiare e che condivide la passione per la fotografia. Nello scorso mese di luglio abbiamo compiuto un tour individuale con autista e guida in Ladakh, regione nell’estremità nord-occidentale dell’India che solo da una decina d’anni ha visto incrementare il turismo.

Il volo da Delhi a Leh, capoluogo della regione posto a 3.500 metri di altitudine, è già di per sé emozionante: si sorvolano montagne di 5.000/6000 metri, alcune con le cime innevate, inframmezzate nei fondovalle da laghetti e macchie di vegetazione in cui sorgono villaggi.

A Leh, nonostante sia una città in espansione, si respira un’aria d’altri tempi: basti dire che nella via principale pedonale, piena di negozi, tutti i pomeriggi donne in costume tradizionale vendono frutta e ortaggi da loro coltivati. Camminando nelle stradine della città vecchia si godono scorci sulla collina sovrastante dove sorge l’antico palazzo reale.

La gente del luogo è cordiale ma non invadente: basta pronunciare “julley julley”, il loro saluto, per strappare un sorriso. Anche il personale dell’hotel dove abbiamo alloggiato è stato di disponibilità e cortesia non comuni.

Leh è la base ideale per compiere escursioni a nord e a sud, lungo il corso del fiume Indo, che permettono di visitare i numerosi “gompa”, bellissimi complessi monastici buddisti posti sempre in posizione elevata. In uno di questi abbiamo avuto la fortuna di assistere alla festa che vi si svolge annualmente: i monaci, abbigliati con maschere e costumi variopinti, danzano nel cortile del monastero accompagnati dal suono di strumenti tradizionali.

Da non perdere è l’escursione nella Nubra Valley, da fare dopo qualche giorno di acclimatamento, in quanto per raggiungerla bisogna valicare il passo di Kardung-la a 5.602 metri di altitudine.

Percorrendo la valle il paesaggio è fantastico e quasi lunare: si passa da dune di sabbia bianca a montagne che, a seconda delle ore della giornata, assumono sfumature di colore diverse.  Si arriva infine a Turtuk, che fino a pochi anni fa si trovava in territorio pakistano, i cui abitanti, di etnia balti, sono di religione musulmana.

Alcuni consigli:

  • Le comunicazioni telefoniche, gli accessi a internet e l’utilizzo delle carte di credito sono molto precari (le nostre sim card non funzionano).  È opportuno portare con sé contanti (euro o dollari).
  • Il clima, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare data l’altitudine, era caldo ma secco.

(Danilo e Maria Vittoria)

 

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