I TUOI ITINERARI SALVATI (0)
Blog - Città a Colori

Alla scoperta delle città più colorate al mondo

Il colore riveste un ruolo importantissimo, non solo sul piano estetico, perché influenza anche la percezione della temperatura, del sapore, degli odori, del suono, del volume, del peso, e del trascorrere del tempo. È un riferimento visivo efficace e immediato, indispensabile per comunicare informazioni. L’uso cosciente e accurato del colore è un indice di qualità della vita, un’espressione di armonia.

In natura esistono luoghi incantevoli, dove è stata Madre Natura a fare tutto il lavoro, ed esistono luoghi in cui sono stati gli uomini nel loro piccolo a realizzare grandi opere d’arte. Non parliamo però di dipinti o sculture, ma di straordinarie città dalle tinte allegre e vivaci dipinte per esigenze specifiche o semplicemente per la gioia degli occhi. Qualunque sia l’origine di questo look multicolor, ciascuno di questi luoghi meriterebbe una visita.

Attraverso un viaggio virtuale per il mondo ve ne vogliamo mostrare alcune. Sicuramente vi metteranno di buon umore e rallegreranno queste giornate invernali grigie e monotone!

 

CHEFCHAOUEN (MAROCCO)

Partiamo dal Nord Africa, Marocco. Adagiata in una valle del Rif, la pittoresca cittadina di Chefchaouen, spicca per la sua bellezza. La medina è un dedalo di vicoli lunghi e stretti. Strade e case sono dipinte di azzurro, il colore con cui gli ebrei, fuggiti dall’Europa negli anni ’30 a causa delle persecuzioni naziste, dipinsero le loro abitazioni. Gli ebrei hanno lasciato la città ormai da anni ma un azzurro intenso e abbagliante, acceso dalla luce viva del Marocco, la caratterizza ancora ai giorni nostri e dona loro una magica atmosfera. Dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Chefchauoen è meta prediletta di fotografi che vi giungono da tutto il mondo attratti dalla magica e fotogenica atmosfera del posto.

 

JODPHUR (INDIA)

Dal Marocco ci spostiamo verso l’India e troviamo Jodphur, seconda città del Rajasthan e capitale della regione storica del Marwar. È un’importante meta turistica per l’abbondanza di templi e palazzi di interesse storico e artistico, oltre che per l’imponente e maestoso forte di Mehrangarh, che da 6 secoli domina la città da un massiccio di 130 metri. Soprannominata anche “Sun City” per la costante presenza del sole e di tempo sereno (siamo nell’area del Deserto di Thar), la città è più comunemente conosciuta come “Città Blu” per il gran numero di abitazioni dipinte con questa tinta. Secondo la tradizione, molti secoli fa alcune famiglie di brahmini dipinsero le proprie case con il colore della nobiltà, il blu, per differenziarsi dalla massa. La scelta piacque così tanto che, tutti gli altri abitanti usarono lo stesso colore annullando tale distinzione architettonica. Altri invece, più prosaicamente, ritengono che la tinteggiatura tiene lontane le zanzare e mantiene più freschi gli edifici. Oggi tutte queste case, del colore del cielo, conferiscono alla città un’aria sognante e infondono un’atmosfera di serenità e pace.

 

CITTÀ DEL CAPO (SUDAFRICA) – QUARTIER DI BO KAAP

Quindi passiamo al Sudafrica e giungiamo a Città del Capo, nel quartiere musulmano di Bo Kaap fondato tra la fine del XVII e il XVIII secolo e situato a City Bowl, il centro della città vivace e multiculturale. A fondarlo fu la comunità Cape Malay, formata dai primi schiavi liberi che in realtà provenivano da India, Madagascar, Africa, Sri Lanka e in piccola parte dalla Malesia. È un vero e proprio arcobaleno sceso in terra, con i colori allegri e sgargianti delle basse case dal tetto piatto: arancio, giallo, azzurro, lilla. L’origine dell’abitudine di dipingere le case con colori forti e allegri fu un’idea degli schiavi per contestare le regole che avevano dato loro i bianchi, ossia l’obbligo di vestire con abiti di colore scuro.

 

GUANAJUATO (MESSICO)

E cambiando rotta ci catapultiamo in Messico, nella città di Guanajuato, capitale dell’omonimo stato e nominata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. È un’affascinante città che risale all’epoca coloniale, situata in una valle pittoresca e circondata dalle montagne della Sierra de Guanajuato.
Il suo peculiare soprannome, “il luogo delle rane”, si deve al fatto che, per i suoi primi abitanti, la forma del terreno su cui è costruita era molto simile a quella di una rana.

Questa regione è nota anche come il Bajío, o il cuore del Messico. Il centro storico di Guanajuato rispecchia uno stile tipicamente europeo, con centinaia di strade acciottolate che salgono e scendono lungo le varie colline. Le sue piazze alberate sono piene di caffè con i tavolini all’aria aperta, musei, teatri, mercati e monumenti di rilevanza storica. Gli edifici di questa incantevole città sono un eccellente esempio di architettura coloniale in stile neoclassico e barocco. Inoltre è un luogo ricco di leggende e di luoghi leggendari. Tra i più conosciuti troviamo il famoso Callejón del Beso, il “vicolo del bacio”, così chiamato perché è talmente stretto che le coppie possono baciarsi direttamente affacciandosi dal loro balcone. Qui potrete ascoltare una “callejoneada”, una serenata intonata da studenti di musica che, accompagnati dalle loro immancabili chitarre, suonano e narrano alcune delle più note storie locali. È sicuramente questa la città più colorata del Messico!

 

TRINIDAD (CUBA)

Trinidad è la città-museo dei Caraibi, anche questa Patrimonio dell’Umanità. Le basse e curatissime casette di Calle Santa Ana quasi tutte “casas particulares” riconoscibili dal simbolo in bella mostra: sono tutte pitturate di fresco con colori accesi e avvolte da un tripudio di fiori e bouganville. Moltissime solo le case coloniali, con porticati slanciati e senza fine, e un’atmosfera di quiete assoluta. Sicuramente in Plaza Mayor si trovano molti edifici storici; da qui si diramano molte piccole vie di ciottoli, caratterizzate da terreni lastricati, e case colorate con arredamenti molto particolari: è senza alcun dubbio come entrare in una città dove il tempo si è fermato, e si respira un’aria di altri tempi.

 

FAVELAS DI RIO DE JANEIRO (BRASILE)


Nel 2005 due olandesi, Jeroen Koolhaas e Dre Urhahn, hanno fondato il progetto “Favela Painting” per ridisegnare le aree degradate della periferia di Rio de Janeiro e trasformarle in vere e proprie opere d’arte. Tutto è partito da un murales per un documentario hip hop, promosso da MTV: il bambino con l’aquilone, dipinto a dimensioni giganti, fu così apprezzato che i giovani artisti decisero di ripeterne l’esperienza. Questa volta l’intervento grazie a dei fondi statali coinvolse un’intera strada di uno slum, sul quale venne dipinto un immenso fiume giapponese con lo stile dei tatuaggi nipponici. L’ultimo progetto del 2013 ha interessato l’intera favelas di Santa Marta: l’immenso murales di oltre 7000 mq ha trasformato tutta la baraccopoli in un capolavoro di dimensioni epiche. Verde acido, giallo e rosa sono solo alcune tinte del grande arcobaleno che unisce tutte le casette auto-costruite. La zona è diventata un ritrovo artistico e meta turistica molto apprezzata.

 

VALPARAISO (CILE)

Valparaíso, città anche nota come “il gioiello del Pacifico”, a conferma del nome sembra davvero portare al paradiso. La città rappresenta un intero capitolo della storia cilena e il suo bel centro storico è diventato Patrimonio dell’Unesco nel 2003. Le abitazioni (da ricordare la casa-museo di Neruda) e l’allegro porticciolo offrono uno splendido paesaggio multicolore che, oltre i cileni, ha affascinato intere generazioni di stranieri.

 

LE CITTÀ COLORATE IN EUROPA

Il nostro tour multicolour ci riporta quindi nella vecchia Europa, dove di città colorate ce ne sono davvero tante, tutte degne di attenzione e che hanno fatto del colore il segno distintivo che le rende habitat incantevoli. Noi però ve ne illustreremo solo alcune, forse meno note, ma sicuramente uniche e immensamente pittoresche.

 

ISOLA DI AMARGOS (GRECIA)

Ultima Isola delle Cicladi, ad Amorgòs l’atmosfera che si respira è quella di una vacanza serena in un ambiente incontaminato, lontano dal turismo di massa. In tutta l’Isola si susseguono caratteristici villaggi con stradine in salita e case dal bianco abbagliante, tinte a calce e l’azzurro acceso degli infissi, in puro stile Cicladico. Strette viuzze a gradoni bassi e lunghi, agevoli per i muli che qui abbondano come facile mezzo di trasporto. Molte pareti bianche dipinte con dei fiori naif a grandi corolle, o simboli religiosi della Pasqua, quasi un invito che raccorda le casette alla chiesa. Amorgos è anche la vivacità di Chora, la capitale medievale. Un villaggio tirato a calce immacolata, con i classici vicoli punteggiati da pochissime, discrete boutique dell’artigianato dall’aria vagamente simile a quella di Positano, che conducono a una pittoresca piazzetta, un salotto greco, con al centro un albero millenario e sullo sfondo le tre navate a botte di una chiesa bizantina dalle linee elementari. Si può dire che Chora sia la città delle chiese visto che tra i vicoli ce ne sono circa 40, che risalgno al periodo Bizantino e post-Bizantino.

 

WROKLAW (POLONIA)

Wroclaw sembra uscita da una favola: palazzi con guglie gotiche, rive verdeggianti del fiume Odra e zuppe rosa shocking (la tipica chlodnik fatta con la barbabietola). Contesa tra Austria, Ungheria, Germania e Polonia, ribattezzata ad ogni invasione (Breslau è il nome tedesco), usata come fortezza dai nazisti e rasa al suolo nel 1945. È forse per questo che fu ricostruita interamente dagli abitanti con grande amore e brio: il centro si sviluppa su 12 isolette collegate da diversi ponti, le facciate dipinte con nuance pastello, ocra, verde e giallo. Un centro storico che sembra uscito da un racconto dei Grimm e che sorge tra giardini e parchi pubblici verdissimi pieni di fontane, pagode e piante provenienti da ogni parte del mondo.

 

LONGYARBYEN (NORVEGIA)

Nelle terre artiche della Norvegia, e più precisamente a Longyarbyen, c’è un gruppo di case “pop” che spicca sul fondo bianco accecante della neve. La capitale delle isole Svalbard è un piccolo villaggio che sorprende con la bellezza dei suoi scenari da favola e i colori a tinte vivaci delle case in contrapposizione con il candore dei paesaggi solitari e desolati circostanti.

 

STOCCOLMA (SVEZIA) – La CITTÀ VECCHIA

La fredda Svezia sa come scaldare il cuore dei turisti in visita nella Capitale. Nel cuore della Città Vecchia di Stoccolma, a pochi passi dal Palazzo Reale, svettano le facciate colorate più famose della Scandinavia. Giallo ocra, rosso, verde, azzurro e arancio… un tripudio di sfumature calde e familiari, quello che serve per resistere al freddo di un lungo inverno!

 

ISOLA DI BURANO (ITALIA)

Gialle, rosa, rosse e verdi: le case squadrate di due, massimo tre livelli di Burano, piccola isola nella laguna di Venezia, sono un paradiso per gli occhi e per l’anima. A decidere di colorare le pareti con tinte forti furono i pescatori: volevano riconoscere le case quando rientravano con la barca e c’era la nebbia. Il piccolo isolotto è conosciuto al mondo anche per la lavorazione dei merletti e delle caratteristiche botteghe dove le donne continuano a lavorare e preservare gli antichi i segreti della pregiata arte.

 

ISOLA DI PROCIDA (ITALIA)

E infine concludiamo con la Campania, ed esattamente con Procidaisola vulcanica più piccola delle sorelle Ischia e Capri, ma dal fascino unico e senza paragoni. Procida ha conservato intatto il suo spirito selvaggio e più autentico. Ville, case e chiese a incorniciare un villaggio meraviglioso e con una vista mozzafiato sul golfo. Abitazioni dai toni pastello a picco su un mare limpidissimo. Uno scenario da cartolina… tutta italiana.

Questo viaggio, del tutto virtuale, attraverso questi luoghi sorprendenti giunge al termine. Ci auguriamo di avervi rallegrato l’anima e gli occhi. Ci scusiamo per tutte le altre città che non siamo riusciti a menzionare, non perché non meritino la nostra attenzione ma semplicemente per motivi editoriali!