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La Corea alla Biennale di Venezia

Blog - Corea Biennale Venezia

Il padiglione della Corea raccontato da Sook-Kyung Lee

Lo spazio della Corea ai Giardini della Biennale, composto interamente da pareti trasparenti, ospiterà un’installazione filmica sci-fi di Moon Kyungwon & Jeon Joonho. La curatrice Sook-Kyung Lee racconta il sogno e la realizzazione di una realtà multidimensionale, dove il tempo collasserà diventando spazio.

Il duo di artisti coreani Moon Kyungwon & Jeon Joonho presenterà alla Biennale di Venezia una nuova opera creata appositamente per gli spazi del Padiglione Coreano. The Ways of Folding Space & Flying, un’installazione cinematografica multicanale, costituisce una ricerca archeologica all’interno della civiltà umana, che intreccia storia e visioni del futuro in una narrativa a ritroso. Vi si ritrovano anche allusioni alla struttura istituzionale e all’evoluzione storica della stessa Biennale, la cui portata e influenza sono state acquisite sullo sfondo di un panorama socio-politico mutevole.

Il progetto è una nuova installazione filmica a sette canali, una creazione che esplora un quesito archeologico sulla civilizzazione umana. Il lavoro intreccia la storia con le visioni del presente, raccontato attraverso una narrazione proiettiva rispetto al futuro. Il titolo del progetto proviene dalle parole coreane chukjibeop e bihaengsul. Chukjibeop ha origine nella pratica taoista e indica un metodo ipotetico di ridurre la distanza, per fare un lungo percorso in breve tempo. Bihaengsul fa riferimento a un altro potere sovrannaturale, basato su uno dei più antichi desideri dell’uomo, ovvero volare e viaggiare nel tempo e nello spazio.

L’approccio di Moon Kyungwon & Jeon Joonho a questi concetti rappresenta in qualche modo un’ interpretazione dello sfondo illogico di determinate idee relative alla natura umana. Inoltre entrambi provano a immaginare l’importanza di queste nozioni in relazione all’incertezza del futuro, nonostante una certa apparente discordanza con le dottrine delle scienze attuali.
Sia chukjibeop che bihaengsul impersonano il desiderio collettivo di superare barriere e forze che ci legano fisicamente. Queste parole rendono palese quel che oggi è represso e che deve emergere attraverso la storia approvata e ufficiale, qualcosa che non può essere fronteggiato grazie alla sola coscienza collettiva se non nelle forme del mito e della fantasia.

Il film verrà diffuso su sette diversi canali, fra monitor e proiezioni. I contenuti di questi differenti canali sono interconnessi e formano una narrazione stratificata. Lo spazio del padiglione diventerà un sito dinamico per un’esperienza sensoriale ed emozionale, dato che i movimenti dei visitatori determineranno quel che vedranno. Moon e Jeon hanno voluto creare e rappresentare un’installazione che sconfigge, fino a rinnegarli, i modi convenzionali di allestimento.  Il futuro è un riflesso simbolico del presente.

www.koreanpavilion2015.com

Edito da Ginevra Bria – Fonte Artribune