I TUOI ITINERARI SALVATI (0)
Blog - La Gher

Alla scoperta dell’abitazione tradizionale della Mongolia

In Mongolia l’ospite è sacro e la sua visita è una gran gioia. Ci si saluta genuflettendosi, avvicinando i visi e annusandosi all’attaccatura dei capelli come da rituale; poi ci si può accomodare passando dalla porticina di legno che si trova a sud, facendo attenzione a non inciampare nello stipite.

La tenda circolare, ammantata di feltro bianco di lana di pecora, è spaziosa (circa 20 metri quadri), disposta secondo le antiche simbologie religiose con gli otri per l’airak, latte fermentato di cavalla che raggiunge i 15 gradi, vicino alla porta. Al centro la stufa di ghisa sempre accesa con il camino che esce fuori, a nord gli sgabelli per gli ospiti accanto al mobile arancione per le suppellettili e un piccolo altare, a est e ovest i letti per la notte che durante il giorno si usano come sedie. Gli uomini a sinistra, le donne a destra. Poi la brocca con il catino per lavarsi e le immancabili selle. Il pavimento è coperto di spessi tappeti che isolano perfettamente trattenendo il tepore emanato dalla stufa.

Prese di tabacco, yogurt, latte e tè, biscotti salati insieme a formaggio essiccato sono quanto ci viene offerto dal capofamiglia dalla pelle scura, orgoglioso e fiero della sua vita di allevatore nomade, sempre scandita dai ritmi della natura. Intorno al fuoco le donne e gli anziani circondati dai bambini saltellanti fanno percepire la felicità della famiglia e pare che l’intero universo si sia trasferito qui, nella gher, tutto da vivere.

Fuori la mandria di yak e le pecore. Null’altro serve in questo mondo a parte dove le nuvole e il cielo blu sembrano davvero a portata di mano.