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Indonesia, isola di Giava: ritrovate le prime incisioni della storia

Indonesia - Prime Incisioni della Storia

Ritrovate in una conchiglia le prime incisioni della storia

La linea seghettata incisa su questa conchiglia fossile potrebbe essere la più antica testimonianza di arte simbolica finora rinvenuta. Ma a lasciare di stucco è che la mano che la realizzò è quella di un Homo erectus, antenato dei Sapiens.

Una serie di linee incise a zig-zag con uno strumento appuntito sul dorso di una conchiglia dell’isola di Giava (precisamente a Trinil situata a 80 chilometri dal Mare di Giava) potrebbero rivoluzionare le nostre conoscenze su quelle che consideriamo le caratteristiche esclusive degli esseri umani moderni, come la capacità di pensiero simbolico e la creatività. Analizzando l’incisione presente sul mollusco bivalve portato alla luce in un sito archeologico indonesiano, un’équipe di scienziati ha indicato una datazione che risale ad almeno 430 mila anni fa. A incidere il guscio quindi non può essere stato un Homo Sapiens, ma il nostro antenato Homo Erectus, finora ritenuto del tutto incapace di questi talenti. “L’origine di queste capacità cognitive e di queste abilità”, dice Josephine Joordens, archeologa e biologa dell’Università di Leida e coautrice dello studio pubblicato su Nature, “va situata molto più indietro nel tempo di quanto pensassimo”.

La conchiglia incisa era stata ritrovata in un deposito di fossili portato alla luce già nel 1891, in cui il paleo-antropologo olandese Eugène Dubois scoprì i primi esemplari della specie da lui chiamata Pithecanthropus Erectus e poi ribattezzata Homo Erectus. A notare e descrivere però le incisioni sul mollusco sono stati Joordens e Steven Munro, sette anni fa. Da allora, assieme alla loro équipe l’hanno studiato meticolosamente fino a raggiungere la conclusione sulla sua datazione: tra 430 mila e 540 mila anni fa. Gli studiosi hanno anche escluso ulteriori ipotesi. L’incisione, così come i buchi presenti su altre conchiglie, furono realizzate da Homo Erectus con l’aiuto di utensili. La ricercatrice ha notato su alcuni fossili rinvenuti da Dubois, piccoli fori ottenuti con uno strumento appuntito e in seguito un’analisi più approfondita ha svelato, su una di esse, un motivo a zig-zag visibile solo da una certa angolazione della luce.

Sottoponendoli poi al microscopio sono stati rilevati altri particolari interessanti, ovvero ogni linea obliqua è lunga circa 1 centimetro, e tra l’una e l’altra non ci sono spazi: segno che chi le incise prestò una discreta attenzione al proprio lavoro. Probabilmente furono realizzati su una conchiglia ancora melmosa e dovevano risaltare sullo sfondo scuro del guscio. La sabbia rimasta intrappolata nelle incisioni ha svelato l’età del disegno: mezzo milione di anni. Difficile stabilire se il disegno possa essere definito una forma d’arte. Per affermarlo, bisognerebbe conoscere lo scopo per cui fu realizzato. Quel che è certo è che fu eseguito intenzionalmente: dimostrazione quindi che l’esordio del pensiero astratto all’origine delle espressioni figurative, un tempo ritenuto prerogativa dei Sapiens, doveva essere avvenuto già nei suoi predecessori.

Secondo Anne Brooks, paleo-antropologa della Smithsonian Institution, lo studio ha profonde implicazioni per la comprensione dell’evoluzione dell’uomo. Finora la comunità scientifica era pressoché unanime nel ritenere che gli esseri umani moderni fossero comparsi tra 100 e 200 mila anni fa, grazie a una “accelerazione evolutiva” relativamente breve. Nei millenni successivi comparvero i primi dipinti murali e le prime sculture, frutti maturi di quelle capacità cognitive considerate esclusive della nostra specie. Insomma, scoprire che un Homo Erectus era capace di realizzare incisioni artistiche rimetterebbe tutto in discussione. “Quello che consideriamo il comportamento umano moderno non emerse di colpo, come una scintilla”, dice Joordens. “A quanto pare, qualcosa di simile esisteva già molto tempo prima”. Nell’articolo per Nature, però, Joordens e colleghi sono cauti nell’utilizzare termini come arte e ragionamento simbolico. “Non possiamo sapere”, precisa la studiosa, “quali fossero le intenzioni dell’incisore, ma se la conchiglia fosse stata trovata tra fossili di Homo sapiens risalenti a 100 mila anni fa, “parleremmo quasi sicuramente di arte simbolica primitiva”. Tutto fa pensare che il dibattito andrà avanti ancora per anni. Nel frattempo, Joordens e colleghi intendono studiare altri pezzi della collezione e tornare sul sito dello scavo certi di trovare ancora molto altro materiale da studiare.