I TUOI ITINERARI SALVATI (0)

Oman: la magia della penisola di Musandam

Una terra onirica che non conosce la modernità

Una remota enclave che appartiene all’Oman, anche se da questo è separata da una parte del territorio degli Emirati Arabi Uniti. Dall’alto questa penisola di falesie scoscese pare inabitabile, aspra e selvaggia, tagliente come una lama che delimita il canale di Hormuz, il corridoio marittimo più importante del mondo che separa il golfo Persico dal Mare Arabico.

Come molti osservano, i fiordi profondi e spettacolari che caratterizzano la regione fanno pensare alla Norvegia: siamo invece nel deserto d’Arabia ai piedi di maestose montagne frastagliate che sembrano rincorrersi verso il mare. Si può salpare a bordo di un “dhow” o sambuco dal piccolo porto di Khasab, capitale del Governatorato del Musandam, per una splendida mini-crociera nelle placide, purissime acque turchesi che accarezzano baie appartate e suggestive, raggiungibili solo dal mare. Incastonati tra i fiordi o arroccati sulle montagne si possono intravedere i piccoli villaggi di pescatori e beduini che conducono la semplice vita di sempre, lontani anni luce dal clamore e dal progresso di Dubai che eppure dista nemmeno tre ore di viaggio.

Qui, in questo lembo di terra onirica, ancora non conoscono la modernità; e il turismo è piccola cosa perché possa velocizzare un cambiamento che pure ci sarà. Tra i piccoli isolotti brulli e rocciosi dell’arcipelago si avvistano i resti del forte con il telegrafo costruito dagli inglesi e subito abbandonato nel 1869 dopo soli 5 anni, sulla Telegraph island. Più che un’isola uno sperone roccioso emerso dal mare attorno al quale si può nuotare o immergersi in compagnia di pesci multicolori.

A Khasab si trova il piccolo aeroporto dove atterranno i voli giornalieri che collegano la penisola di Musandam a Muscat; da qui si può anche partire con i fuoristrada per un viaggio nell’entroterra che ha il sapore deciso dell’avventura.