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Blog - Saqqara - Due Nuove Tombe

Trovate in Egitto due tombe che risalgono alla VI dinastia

Nel sito egiziano di Tabbet al-Guesh (o Tabit El-Geish) – all’estremità meridionale della necropoli di Saqqara, a 30 km a sud della città moderna de Il Cairo – sono state scoperte due tombe dell’Antico Regno, che risalgono alla VI dinastia. La necropoli copre un’area di circa 7 × 1,5 km. Il monumento di maggior rilievo è la piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica tra le piramidi.

Mentre Menfi fu la capitale del Regno Antico, Saqqara ne fu la necropoli reale almeno fino alla III dinastia. Sebbene sostituita dalla necropoli reale di Giza e, in seguito, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un importante località di seppellimento e culto per più di 3000 anni fino al periodo Tolemaico ed all’occupazione romana. Le più antiche sepolture di nobili risalgono alla I dinastia ma è solo con la II che compaiono sepolture reali tra cui quelle di Hotepsekhemwy e Ninetjer. Saqqara ospita anche un grande numero di tombe a mastaba. Dato che il complesso funerario è stato coperto dalla sabbia per quasi due millenni – fino al 1924, anno della sua riscoperta – molte tombe si sono preservate intatte sia nelle strutture esterne che nelle decorazioni interne.

Le due tombe appartengono a sacerdoti dell’epoca di Pepi II (2240-2150 B.C). Il ritrovamento è avvenuto grazie alla spedizione archeologica dell’IFAO (Institut Français d’archéologie Orientale), diretta dall’egittologo Vassil Dobrev. In entrambe le tombe vi sono scene e liste di offerte rituali, tra cui i cosiddetti sette oli sacri usati durante la cerimonia di apertura della bocca, un rito funerario che garantiva al defunto la vita eterna.

La prima tomba appartiene a un sacerdote chiamato “Ankhti” e le camere mortuarie sono state ritrovate in un raggio di 12 metri di profondità; la seconda tomba appartiene invece a un sacerdote chiamato “Sabi” e le camere mortuarie sono state ritrovate in un raggio di 6 metri di profondità. In entrambe le camere sepolcrali i resti umani sono stati trovati sparsi, segno di saccheggio e devastazione durante la VII o l’VIII dinastia. Sono comunque stati recuperati alcuni vasi di alabastro, oltre ad alcune offerte in ceramica. Straordinarie le incisioni con le immagini delle offerte agli dei, ricche di colori ancora incredibilmente vivaci a più di 4 mila anni dalla loro creazione.

Il dott. Vessil Dobrev, direttore della missione, ha dichiarato che la parte superiore delle tombe è stata costruita con mattoni di fango, mentre le camere di sepoltura sono state intagliate nel bianco basamento di calcare. L’egittologo, grande conoscitore della zona, scava da anni a Tabbet al-Guesh, alla ricerca della piramide perduta del misterioso faraone Userkare.