I TUOI ITINERARI SALVATI (0)
Blog - Sheroes Hangout

Agra: una caffetteria per ricominciare a vivere

Esiste ad Agra, nelle vicinanze del maestoso Taj Mahal, nel nord dell’India, un luogo di lavoro, ma anche un ritrovo abituale per eroine, gestito da cinque donne che sono state sfigurate con l’acido. Si chiama Cafè Sheroes hangout ed è una caffetteria davvero speciale dove donne di ogni età, che hanno vissuto la drammatica esperienza dell’acido, ritrovano serenità e possono riprendere a vivere. Un punto di partenza, un luogo dove mostrarsi per quel che si è senza alcun pudore. Il locale è composto anche da una biblioteca, una radio e un piccolo negozio. All’interno ci sono dipinti che ritraggono volti femminili e libri donati dai clienti.

Il progetto, sorto su iniziativa di “Stop Acid Attacks”, associazione fondata a Nuova Delhi nel 2013, si è posto come obiettivo quello di aiutare le donne in difficoltà a ritrovarsi a proprio agio con il loro corpo e il loro volto.

“L’obiettivo dell’iniziativa è quello di infondere nelle donne la fiducia necessaria per mostrare in pubblico il loro volto senza vergognarsi», spiega Alok Dixit, fondatore dell’associazione. «Un’occasione di reinserimento nella società, ma anche un modo per avere un’indipendenza economica. “

I primi passi per ricominciare a vivere. Come racconta la ventenne Ritu, che saluta sorridente e senza alcun imbarazzo i clienti da dietro il bancone. Ritu Saini è stata sfigurata con l’acido dal cugino, poiché ha osato rifiutare la sua proposta di fidanzamento. Ha perso un occhio e nonostante le operazioni chirurgiche il suo volto non è tornato più come prima. Grazie a questa attività non si copre più con il velo.

“All’inizio volevo sapere perché mi aveva fatto questo. Ora voglio solo che ogni ragazza sfregiata creda in se stessa. Adesso ho un lavoro. Sto dimenticando. Non mi interessa più sapere il perché di questo folle e disumano gesto.”, spiega.

Tutte queste donne, non si definiscono vittime, ma combattenti. Hanno osato sfidare il destino a cui i loro aggressori avrebbero voluto relegarle e oggi si mostrano così come sono. I corpi deformati dalla violenza non hanno sortito l’effetto premeditato: segregazione, vergogna e isolamento cedono il passo al desiderio di rinascita, rispetto e speranza. La fine di un amore, un dissidio familiare, il gesto disatteso di uno sconosciuto: il movente varia a seconda dei casi ed è svincolato da ragioni razziali, religiose e culturali. All’aggressione, quando possibile, seguono numerose operazioni chirurgiche, sempre che un familiare, le istituzioni o le donazioni private lo consentano, dato il costo elevato delle cure mediche.

Rupa è una delle cinque eroine che ha dato vita a Sheroes Hangout. È stata sfigurata a 15 anni. Sognava di fare la stilista e oggi vende gli abiti da lei disegnati nella caffetteria: “Non mi importa più di quello che dice la gente. Qui posso prepararmi per gli impieghi futuri, voglio che mi rispettino”, ha dichiarato a El Mundo. Tra le numerose conseguenze delle deturpazioni c’è la difficoltà di trovare lavoro, specie se a contatto con il pubblico. Nel bel mezzo del caos cittadino, Sheroes rappresenta una palestra in cui emanciparsi e accrescere l’autostima. Qui è possibile interagire, conoscersi, aprirsi e sensibilizzare la cittadinanza.

Gli attivisti registrano una lenta diminuzione dei casi e un aumento delle denunce, anche se la giustizia procede lentamente. Nel 2014 sono state solo 200 le persone arrestate, al cospetto delle 309 segnalazioni alle autorità. Secondo quanto riportato dall’ASTI, il Fondo Internazionale di Sopravvissuti all’Acido, in India ci sono tre aggressioni di questo tipo al giorno e nella metà dei casi le vittime non hanno ancora compiuto 18 anni.

Il caffè, che ha aperto i battenti a dicembre anche grazie a un finanziamento pubblico, ha finora registrato più di 5 mila clienti, segno che nel paese la consapevolezza verso il problema sta crescendo. Lo dimostra, del resto, anche la riforma di legge del 2013 che ha riconosciuto l’attacco con l’acido come un reato punibile con dieci anni di carcere. Inoltre il governo ha anche intensificato i controlli sulla vendita dell’acido solforico, sebbene sia facilmente reperibile a soli 40 centesimi di euro per la strada. E si è impegnato a donare a ciascuna persona sfigurata 5.000 dollari. A partire da aprile, poi, gli ospedali privati dovranno curare gratuitamente i sopravvissuti. Un traguardo di civiltà, e un atto necessario affinché nessuno pensi più di essere forte e di restare impunito.

Quanto realizzato, ovviamente, non è ancora abbastanza. Le campagne di sensibilizzazione sono fondamentali e Sheroes Hangout è uno dei luoghi in cui vengono diffuse informazioni in merito alle violenze di qualsiasi genere e ai diritti delle donne. “Sheroes non è solo un’attività commerciale affinché queste donne abbiano un’indipendenza economica. È importante che sviluppino le loro capacità e si sentano parte della comunità, che è ciò che hanno perduto dopo le orribili aggressioni”, ha spiegato Parth, membro di Stop Acid Attacks.

Un meraviglioso progetto che ci auguriamo serva a sensibilizzare la società e la cultura di tutto il sud asiatico sul tema dell’emancipazione e l’indipendenza femminile.

http://www.sheroeshangout.com/